Cia a Montecitorio: “I conti non tornano”. Stop alla concorrenza sleale che impoverisce l’agricoltura italiana
Prezzi all’origine in crollo costante, costi di produzione fuori controllo e un afflusso incontrollato di prodotti extra-UE sul nostro mercato. È per dire basta a questo scenario che prosegue a Roma la mobilitazione nazionale di Cia-Agricoltori Italiani sotto lo slogan “I conti non tornano”.
L’assenza di reciprocità nelle regole del commercio internazionale sta colpendo duramente alcune delle filiere simbolo del nostro Paese:
- Olio extravergine d’oliva: registrati crolli dei prezzi alla produzione tra il 25% e il 50%, spinti dalle massicce importazioni dall’estero.
- Riso: importazioni cresciute di quasi il 30% nel solo primo trimestre, sotto l’effetto di concessioni al Sud-Est asiatico e accordi commerciali (Mercosur, Australia) che penalizzano le varietà italiane.
- Export e Dazi: nei primi sette mesi dell’anno le vendite negli USA segnano un -8% a causa dei dazi, con una perdita stimata in oltre 385 milioni di euro su base annua.
I nostri agricoltori sono tenuti a rispettare rigidi standard di sicurezza alimentare, lavoro e sostenibilità. Tuttavia, sui mercati continuano ad arrivare prodotti stranieri ottenuti a costi inferiori grazie a tutele inesistenti e sostanze chimiche da noi fuorilegge.
“Aperti ai mercati sì, ma non ingenui. Senza reciprocità non c’è libero mercato, c’è solo dumping commerciale che distrugge il valore della filiera e il reddito di chi produce.” — Cristiano Fini, Presidente Nazionale Cia-Agricoltori Italiani
Le richieste di Cia:
- Rispetto assoluto del principio di reciprocità negli scambi commerciali.
- Controlli più severi alle frontiere contro contraffazione e Italian Sounding.
- Applicazione rigorosa del decreto sulle pratiche sleali per fermare le vendite sotto costo.
- Corsie preferenziali per il prodotto 100% italiano nelle mense pubbliche, scuole e ospedali.
Cia-Agricoltori Italiani Veneto continua a essere al fianco delle aziende agricole del nostro territorio per difendere la qualità, il reddito di chi produce e la salute di chi consuma.

